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Colledimezzo- Tornareccio: grande partita e grande vittoria.
Il sorteggio ci aveva regalato alla prima giornata questa partita, la più temuta, la più sentita: Colledimezzo- Tornareccio.
Si era increduli, sconcertati. Tornareccio alla prima giornata. Il nostro allenatore, Franco Pili è di Tornareccio: fino allo scorso campionato aveva allenato la squadra biancoazzurra del suo paese. E in più tre ragazzi che giocano da noi. Sempre di questo grosso paese vicino a noi. E già dal momento in cui è apparso il calendario non si faceva altro che pensare a questa prima partita. E’ forte, il Tornareccio. In passato, quando anche chi scrive giocava, ci sono stati scontri memorabili, accaniti, in seconda categoria, sempre con ragazzi di Tornareccio che giocavano da noi, e che sono tornati in occasione dell’inaugurazione (ci sono le foto, stavolta). Ma Tornareccio, come qualcuno di voi sa, ha un passato glorioso in Prima categoria negli anni settanta, e in più duemilacinquecento abitanti: quindi una vasta scelta di giocatori. La nostra squadra invece comprende i paesi a noi vicini. Una specie di squadra del Medio Sangro: due ragazzi di Pietraferrazzana, quattro di Monteferrante, quattro di Tornareccio, uno di Villa S. Maria, il resto è del nostro paese. Venticinque giocatori, tutti sui venti anni, con qualche ‘anziano’ a dare il tasso di esperienza che ci vuole. Tanto allenamento, tanti sacrifici da parte dei dirigenti, che possono venire ripagati da qualche vittoria, ma soprattutto dal vedere tanti ragazzi tutti insieme ad allenarsi sul nostro splendido campo. E correre, impegnarsi, soffrire, gioire, insomma stare insieme: il tutto per donare ulteriore vita e motivazioni al nostro paese, ai nostri giovani, alla nostra gente che ci segue e viene vedere la partita e a fare tifo, ancora una volta, dopo quindici anni dall’ultima partita giocata sul nostro Federico De Laurentiis.
Si era cominciato male. Non piove da mesi. La siccità che incombe, devasta, polverizza tutto. E invece era cominciato a piovere da sabato sera. A dirotto. E la pioggia fitta aveva cominciato a battere già dalla mattina successiva, lenta e inesorabile. La si aspettava da tanto.
Ma proprio oggi!?! Diceva qualcuno al bar, la mattina. Poi alle tre la pioggia aveva iniziato a rallentare. Si era andati giù, il campo era splendido, un prato perfetto, di quelli che vedi solo in serie A. La terra sottostante il manto verde vellutato aveva assorbito tutto. Dunque si giocava.
Si raccomandava a tutti i ragazzi le scarpe chiodate, coi tacchetti d’alluminio, altrimenti si scivolava. Momenti di tensione, la lista, i documenti, i cancelli da custodire, l’arbitro. Era tutto previsto, ma noi dirigenti, fino a quindici anni fa di queste cose non ci si occupava. Noi eravamo loro, i ragazzi che insieme al ‘mister’ entravano negli spogliatoi e lì se ne stavano a concentrarsi, ad ascoltare le disposizioni del loro ‘maestro’…
Momenti emozionanti, la nostra squadra vestita coi colori tradizionali, rosso coi risvolti bianchi, esce dagli spogliatoi: un groppo in gola, un senso di nostalgia, io stesso ho gli occhi lucidi, guardo, dalla mia postazione, il botteghino, dove raccolgo le offerte generose degli spettatori, numerosissimi, come si prevedeva, oltre cento persone, tribune piene a metà primo tempo.
Vedo sulla rete delle tribune, lo striscione bellissimo e struggente dei ragazzi tifosi: BENTORNATO COLLE. Dopo quindici anni, dopo che quel prato di smeraldo luccicante di pioggia, era ridotto a un rudere. Un rudere erano gli splendidi spogliatoi, un rudere tutta l’area intorno al campo. E invece ora i tornareccesi ammiravano stupiti questo nostro impianto, la squadra che faceva riscaldamento a bordo campo. La bandiera biancorossa appesa agli spogliatoi. Lo striscione dei ragazzini, addirittura armati di megafono per il tifo e l’incoraggiamento.
Finalmente si cominciava e subito un urlo: punizione per noi da limite dell’area, sulla sinistra del nostro attacco a due punte. Batte con decisione un ragazzino diciottenne ma duro come la pietra, una specie di Gattuso: Antonio Di Lello, figlio di Ettorino e Marisa Di Lello, nipote di Gimin’ e di Ndò Urin. Batte, Antonio, di destro, e palla sotto l’incrocio dei pali! E’ gol! Son passati cinque minuti! Come si fa a non urlare? E tutto il pubblico urla, incredulo e felice. Ma il bello e l’incredibile deve ancora venire.
La partita diventa dura. Tornareccio attacca, i biancoazzurri giocano bene, ma la nostra difesa regge bene. Il portiere è di Tornareccio, fino a giugno ha giocato con loro. Para un pericoloso tiro dalla distanza. Applausi. Poi succede il primo grave inconveniente che potrebbe pregiudicare la partita. Giulio Pomilio, il nostro libero e capitano (genero di Mincenz’ salaraul’) della nostra squadra deve uscire per uno stiramento. Cambiamenti tattici, movimenti, ma l’assenza si sente, eccome! I biancoazzurri di Tornareccio prendono le redini della gara. Giocano, corrono, dribblano, tirano in porta e Gianluca il nostro portiere, compie miracoli. Ma deve cedere tre volte di seguito. Tre gol, uno dopo l‘altro del Tornareccio. Siamo distrutti, sembriamo distrutti, in realtà. Finisce il primo tempo con un tre a uno indiscutibile per il Tornareccio. Silenzio sulle tribune dalla nostra parte, commenti poco benevoli, i ragazzi giocatori che stanno in tribuna recriminano, vorrebbero starci loro, e si dispiacciono.
Intervallo, silenzio nei nostri spogliatoi, euforia in quello dei tornareccesi, euforia e entusiasmo anche sulle tribune, tra i numerosissimi tifosi di Tornareccio.
Si rientra, la nostra squadra non sembra vinta, gioca, combatte. Mentre il Tornareccio sembra aver speso molto nel primo tempo. Arretra cerca di controllare la partita. Intanto è ricomunicato a piovere forte. Si aprono gli ombrelli. Un quarto d’ora è passato del secondo tempo. Lancio lungo per Cristian Vizioli, figlio di Carl’ Sagnitt’ , il nostro attaccante, fa velo sul portiere avversario in uscita e la palla s’insacca! 2-3! La partita si riapre. Entusiasmo, i nostri ragazzi biancorossi riprendono a combattere, ad andare su ogni pallone. Qualcuno è stanco, come Antonio Di Lello, che ha corso molto e non si è tirato mai indietro quando c’è da mettere il piede, come si dice. Entra Marco Di Nizo, figlio di Renato Di Nizo e Lidia Di Lello, un ala veloce e ottima col piede: il cambio è decisivo. Tre o quattro attacchi sulla fascia sinistra da parte di Marco lasciano il segno. Avversari stanchi e sorpresi dalla reazione dei rossi, che sembrano rinati, corrono, si smarcano, si sovrappongono.
Siamo a oltre il venticinquesimo del secondo tempo. Il Tornareccio ha provato a reagire. Grandi parate di Gianluca il nostro portiere di Tornareccio. E commenti da parte dei tornareccesi dalle tribune ‘ma chi glielo ha dato Gianluca a quiss’???. Ma il ragazzo ha voluto venire lui da noi, forse per il campo, forse per il fatto che è convinto che con noi si trovasse bene. Forse. Ma questo non è importante, è importante che pari. E caspita se para! Tiri da lontano e ravvicinati. Siamo sul 2-3, è il venticinquesimo: partita accanita. Si combatte sul campo viscido. I nostri ragazzi hanno forza, vigore. Segno che l’allenamento serve, serve sempre. Ti dà forza e convinzione.
Lancio sulla sinistra per Marco Di Nizo, il portiere esce ma il pallone viscido gli sfugge. Marco è lì, pronto, calmo, ha il pallone davanti, respinto dal portiere. Marco guarda la porta sguarnita. Siamo tutti col fiato in gola. Pronti a esplodere o a bestemmiare. Marco guarda la porta, il portiere arranca, per terra, ma Marco alza il pallone col piatto destro, e la palla è in rete!!!! 3-3.
Incredibile. Un boato dagli spalti, entusiasmo, grida. FORZA COLLE!!!!
E forza ci vuole, ora. I biacozzurri feriti, tornano all’attacco, ma non ce la fanno. I nostri invece sembrano iniziare ora la partita! Contrattaccano, corrono, si smarcano. Sembrano credere alla vittoria. Chi scrive non ne può più. Corro in solitudine alla font’ o Ceraun, per non vedere. Mi batte il cuore. Ma racconto ciò che mi hanno raccontato.
E’ la mezzora. Antonio Del Peschio, un ragazzo alto e magro, ma pieno di vigore e forza, di Pietraferrazzana, è appena entrato, si piazza a centrocampo e marca il centrocampista avversario più pericoloso, in effetti questo deve uscire, e subito Antonio si lancia all’assalto. Fuga sulla sinistra, due avversari saltati, limite dell’area, destro fortissimo e palla in rete! L’incredibile si avvera! Colledimezzo 4 Tornareccio 3!
Grida, urla di gioia, abbracci, e poi ancora sofferenza fino al fischio finale.
Ma abbiamo vinto! Una gara degna, bellissima, avvincente, combattuta coi denti stretti, la forza, e anche la testa.
Sembravate distrutti alla fine del primo tempo, dicono quelli di Tornareccio, e invece avevate ancora tanta birra in corpo e ci avete sorpresi. Complimenti, davvero forti.
Dentro gli spogliatoi nostri è una festa incredibile, cori, canti, abbracci, pacche sulle spalle.
E’ così. Una grande partita, e una grande, grandissima vittoria.
Un bella soddisfazione per il nostro paese, per tutti noi e voi che siete lontani, ma non troppo. Cerchiamo di tenervi vicini con queste righe che avete dimostrato di apprezzare, e di ciò vi si ringrazia di cuore.
A presto e FORZA COLLE!
Le foto dell’incontro sono pubblicate nella sezione Album 2007
Camillo Carrea




