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Tra i Colledimezzesi d'Argentina.
Un'accoglienza davvero commovente
Era tanto che desideravamo esaudire il desiderio nostro e quello dei Colledimezzesi in Argentina che da molto tempo insistevano per una nostra visita alla loro comunità. Un soggiorno come loro ospiti in una delle città più famose al mondo, ovverosia, Buenos Aires, città d’approdo nella storia dell’emigrazione di tantissimi italiani e tantissimi colledimezzesi. I nomi elencati sulla pergamena ricordo donataci in occasione del soggiorno, sono quelli che da sempre portiamo noi colledimezzesi. Era tanto che si progettava, era tanto che si discuteva, alla fine ci si è decisi. Fausto Vizioli, Vice Sindaco, Giacinto Carrea, Consigliere Comunale, Arturo Scopino Presidente della Comunità Montana Valsangro, l’amico Tonino Vizioli ed io Sindaco di Colledimezzo, siamo partiti emozionati come non mai alla volta dell’emisfero australe dove ora è estate. Abbiamo preparato gli indumenti leggeri anche se qui quelli pesanti non abbiamo ancora avuto modo di indossarli, vista l’estate che perdura fino ad oggi 31 gennaio. Difatti appena sbarcati all’aeroporto della capitale argentina un vento caldo ci ha investiti. E’ gennaio ed è difficile per noi pensare ad un gennaio come mese estivo e afoso. Al caldo come entità meteorologica si è aggiunto subito quello umano, commovente, dell’abbraccio dei colledimezzesi che vivono in Argentina. Infatti l’accoglienza è stata di quelle indimenticabili, come indimenticabile è stato l’intero soggiorno in Argentina insieme ai nostri concittadini. Siamo stati accolti all’arrivo dai Signori, Oreste Di Lello, Remo Di Vincenzo, Severino Vizioli, Giovanni Olivieri, Claudio e Eduardo Marchionno, i figli e i nipoti di Biagio Monaco colledimezzese residente in Argentina, che da un anno ci offre la sua gradita compagnia a Colledimezzo. C’erano anche altri concittadini che insieme a questi ci hanno stretto la mano ed abbracciato con grande affetto. Eravamo tutti visibilmente emozionati, ed io personalmente lo sono tuttora mentre cerco di scrivere questo resoconto di quei giorni che sono passati tanto in fretta come passano del resto nella vita i giorni più belli. Non c’e’ voluto molto tempo per rimetterci in sesto, nonostante il lungo viaggio in aereo. Ci siamo inoltrati immediatamente nella ribollente vita di Buenos Aires accompagnati dalla gentilezza e dalla disponibilità di Claudio e Eduardo Marchionno. Questa città mitica per il mondo intero e per noi colledimezzesi che da sempre viene menzionata dai nostri anziani come terra promessa, come fine di un lungo viaggio in nave che iniziava quasi sempre dal Molo Beverello di Napoli per approdare a Porto Madero. Molti anni fa era quotidiana la partenza per l’Argentina di molti colledimezzesi insieme a tantissimi italiani, tanto che è molto evidente l’abbondanza di cognomi italiani in Argentina. Allora si partiva molto giovani, appena adolescenti. A quei tempi era necessario diventare uomini molto presto per affrontare una vita piena di incognite, una sfida all’ignoto in una città già allora immensa e piena di insidie, niente a che fare con un paesino come Colledimezzo, con poche luci e poche possibilità di un futuro decoroso. L’Argentina era un sogno, un sogno lontano ma raggiungibile con un po’ di coraggio e grande capacità di sopportare la nostalgia per i propri cari, per gli amici lasciati al paese. Nostalgia che ti prendeva violenta al momento angosciante della terra che spariva all’orizzonte, e il fischio lacerante della sirena della nave, una specie di ululato che esprimeva l’inquietudine che ti devastava il cuore. Ed e era allora che quella domanda si insinuava nell’animo. Tornerò a rivedere Colledimezzo? Alcuni non hanno ancora rivisto il proprio paese dal momento in cui sono partiti. Però ci siamo resi conto che come se lo vedessero tutti i giorni, e con loro i loro figli e i loro nipoti, nati e cresciuti in Argentina. Colledimezzo è sulla bocca di tutti, di coloro che sono partiti e della loro discendenza. Seppure i figli e i nipoti dei colledimezzesi non hanno mai visto il paese dal quale sono partiti i loro padri, essi hanno il nostro paese nell’animo. Lo conoscono attraverso i racconti che spesso ricorrono durante le occasioni in cui ci si incontra tra paesani e anche, da ciò che ci è stato detto, dal nostro sito internet, www.colledimezzo.net . Nonostante la situazione generale dello Stato Argentino sia oggettivamente difficile, abbiamo visto i nostri concittadini colledimezzesi avere un ottimo tenore di vita, segno della proverbiale operosità che contraddistingue i colledimezzesi. Certamente la loro capacità di far fronte alle situazioni difficili deve essersi sviluppata in questi ultimi tempi in cui lo stato sud americano è sembrato precipitare in una crisi economica e finanziaria che ha rischiato di travolgerlo. In effetti il luogo in cui si è riunita la comunità, sabato 20 gennaio 2007, era una vera e propria oasi in cui regnava serenità e allegria, sentimenti che trasparivano anche dai visi dei colledimezzesi intervenuti numerosi all’incontro. Suggestivo è stato il modo in cui la Comunità ha pensato di incontrarci: un corteo con la bandiera cittadina, con le bandiere Italiana e Argentina, il Sindaco con la Fascia Tricolore, facevano accesso al cortile della residenza dove era stato organizzato in modo mirabile la manifestazione. Una canzone di Gianna Nannini e di Edoardo Bennato, Notti Magiche, ricordo dei Mondiali di Calcio del 1990 disputato in Italia, ha fatto da colonna sonora alla scena dell’incontro tra la nostra comunità in Argentina e la nostra Amministrazione. Tra coloro che ci accoglievano vi era anche il Senatore Luigi Pallaro, persona squisita che ci ha onorato della sua presenza in rappresentanza del Senato della Repubblica Italiana. Nella residenza l’abbraccio è stato, come potete immaginare, ancora più commovente. Dopo i saluti, le strette di mano e gli abbracci, il Sig. Remo Di Vincenzo ( d’ chiss’ d’ Silvij), ha dato il caloroso ed emozionante benvenuto alla delegazione comunale. Dopodichè è arrivato il mio turno. Ho cercato in tutti i modi di trattenere la commozione e le parole sono uscite fluide, credo, sincere e schiette. Quei volti dai quali traspariva la gioia e lo stupore di trovarsi in un evento forse unico nel suo genere: la dimostrazione che da qui, dal loro paese, nessuno si è dimenticato di loro. Ho portato con me le parole di saluto del Presidente della Provincia di Chieti, Senatore Tommaso Coletti e quelle di Don Palmino, che incredibilmente lì tutti ricordano, dimostrazione, semmai ce ne fosse bisogno, del tempo lunghissimo in cui il nostro Parroco guida la comunità religiosa di Colledimezzo e a cui noi tutti siamo affezionati. E’ stata la volta di Arturo Scopino, Presidente della Comunità Montana Valsangro che ha espresso la sua stupita soddisfazione per l’atmosfera di grande attaccamento che regnava durante l’incontro. Come Sindaco lo ringrazio per il fatto che sia voluto a tutti i costi venire con noi a incontrare i nostri paesani e abbia in seguito avuto modo di apprezzare la manifestazione di accoglienza preparata dai nostri concittadini. Infine ha preso la parola il Senatore della Repubblica Italiana, Luigi Pallaro che ha tenuto a sottolineare il fatto che l’”emigrante” in quanto tale non esiste più. Ma siamo di fronte a veri e propri cittadini italiani residenti all’estero, cosa di cui ci siamo resi conto ormai tutti visitando i nostri paesani all’estero, tutti ormai integrati a pieno titolo nel tenore di vita dello Stato in cui risiedono. Il Senatore non ha mancato di ringraziare me e tutta l’Amministrazione Comunale per averlo coinvolto in una manifestazione di tale suggestione, e per aver perseverato nell’idea di attuare una iniziativa, a suo dire davvero encomiabile e degna di essere ricordata a lungo. Al termine dei discorsi “ufficiali”, sono stati eseguiti entrambi gli Inni Nazionali, quello Argentino e quello Italiano. A proposito del nostro Inno, il Senatore visibilmente emozionato, e io con lui, mi faceva notare una bimba di otto anni, Sofia, figlia di Claudio Marchionno (d’ chiss’ Mar’tan’ e chiss’ Lu Bbell’) che cantava perfettamente con le parole giuste l’Inno di Mameli. Abbiamo gustato le specialità tipiche argentine tra le quali spicca, come tutti sapete, la Carne alla griglia, l’Assado (costata di manzo) è stato senza dubbio il piatto più squisito. Il Senatore Pallaro ci ha dato l’onore della sua presenza anche a pranzo, durante il quale ho colto l’occasione di donargli una targa ricordo dell’evento, mentre il Presidente Arturo Scopino gli donava un volume della Comunità Montana Valsangro. Pressappoco al termine dell’incontro l’Amministrazione ha donato a tutti i presenti oggetti ricordo dell’evento. Verso sera ci siamo congedati dai colledimezzesi e siamo stati ospiti dell’Associazione Italiana Radici Abruzzesi in Argentina il cui Presidente Antonio Dell’Osa ci ha illustrato le finalità dell’Associazione. In questa occasione abbiamo avuto modo di donare una nostra targa ricordo. Non abbiamo parole sufficienti per dimostrare la nostra gratitudine a tutti coloro che ci hanno invitato e poi accolto in modo meraviglioso, donandoci dei giorni veramente indimenticabili. Non si possono dimenticare infatti tutti quei momenti, i volti percorsi dall’emozione, sorridenti, le parole di affetto e soprattutto i racconti di una Colledimezzo “antica” e piena di calore, di solidarietà, rimasta nei cuori di chi il nostro paese l’ha lasciato tanti anni fa, negli anni irripetibili e magici della fanciullezza. Rivolgo di nuovo a tutti il mio ringraziamento di cuore. Mio e di tutta l’Amministrazione Comunale di Colledimezzo. Arrivederci a presto Gionni Forchetti – Sindaco di Colledimezzo










