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Resoconto Consiglio comunale del 17 aprile 2010

Davvero importanti gli argomenti dell’ultimo consiglio comunale. Ne avevamo anticipato i punti all’ordine del giorno su questo sito, affinchè tutti i colledimezzesi possano partecipare il più possibile alla ‘vita’ amministrativa del nostro paese.

Di tutti i punti in discussione il più importante, quello su cui valeva la pena soffermarsi era il punto ottavo: ‘Parere contrario all’insediamento dell’impianto di estrazione e raffinazione Colle Santo nel comune di Bomba, nelle immediate vicinanze del lago’. Prima di arrivare al punto appena menzionato, si è proceduto a illustrare i punti precedenti, tra i quali figurava quelli che riguardano il Bilancio comunale: il quale anno dopo anno è sempre più difficile far quadrare. I trasferimenti dei fondi dallo Stato ai Comuni diminuiscono sempre di più. E i finanziamenti ragionali sono sempre più difficili da ottenere. Si pensi che solo il 20% del Bilancio regionale viene impiegato per tutto ciò che non riguarda la Sanità, alla quale viene destinato ovviamente l’80% dei fondi regionali! Nonostante ciò, sul piano annuale e triennale della opere pubbliche vi è il riassetto, tramite interventi sulla sicurezza, della frana del 1973, con la conseguente riapertura della strada di collegamento al lago e alla ‘Macchia’. Inoltre, affinchè si dia spazio alle energie alternative - il cui impiego è diventato un obbligo per i governanti europei, dato il nesso accertato tra i cambiamenti climatici, i cataclismi geologici e l’inquinamento da idrocarburi – vi è in programma la creazione del parco eolico oltre la sommità della collina della ‘Mazziott’. Le pale eoliche saranno quasi del tutto nascoste alla nostra vista, per cui non avremo neppure l’impatto sul paesaggio , che molti tra gli stessi ecologisti contestano a questi nuovi strumenti di produzione di energia. L’impianto delle pale porterà fondi di consistenza non indifferente alla nostra cassa comunale, e ciò di questi tempi – come abbiamo sopra accennato - sarebbe davvero una manna. Tornando al punto ottavo, il punto più importante all’ordine del giorno, è nostro dovere informare tutta la cittadinanza del grave pericolo che incombe sulla nostra vallata, nelle nostre immediate vicinanze. La costruzione di una raffineria di gas naturale nei pressi della diga di Bomba. La società americana ‘Forest’ e’ quanto mai decisa a impiantare la raffineria nel luogo dove quarant’anni or sono l’Eni decise di rinunciare. Qualcuno ricorderà i pozzi di gas metano che furono scavati e poi chiusi a l’ Pranchiun’. L’Eni abbandonò il progetto della raffineria per palese pericolo costituito dalla vicinanza della diga di Bomba, e per il terreno geologicamente instabile di cui tutti noi ben sappiamo: basti solo ricordare la frana del 1973 che ci riguarda direttamente, e soprattutto - nelle prossimità stesse del punto dove dovrebbe sorgere la raffineria – il crollo del ponte della fondovallesangro, i cui ruderi sono ancora oggi ben visibili! Sarebbe persino superfluo menzionare l’impatto ambientale che una raffineria avrebbe nel pieno di una zona definita ‘turistica e naturalistica’ (parco della Majella), in un Abruzzo dichiarato dai nostri stessi governanti, pochi anni or sono, ‘Polmone verde d’Europa’. Ma è il caso che lo si faccia in questo sito, per dare un’idea seppure solo lontana delle conseguenze disastrose che avrebbe la costruzione di un simile impianto nel nostro territorio. E’ dalla conferenza organizzata a Bomba dal comitato cittadino ‘Gestione partecipata del territorio’ che abbiamo appreso - da esperti geologi e chimici qualificati - che respireremmo quotidianamente fumi di acido cloridrico e ossidi di carbonio, che avvertiremmo con l’olfatto solo nei primi tre mesi: dopodiché l’assuefazione farebbe sì che non li si avverta più, con gravi danni – si capisce – per la nostra salute. Inoltre i pericoli di fuoriuscite di nubi tossiche, di scoppi devastanti sarebbe all’ordine del giorno! Gravi conseguenze un simile impianto avrebbe per il turismo, che la Regione e la Provincia si sono sempre sforzate di promuovere nelle nostre zone ancora incontaminate. E sull’agricoltura, vista la presenza a Bomba della cantina sociale e di molti vigneti e olivi. E i pochi posti di lavoro - appannaggio di pochi tecnici specializzati - non giustificheranno mai i danni alla salute dell’uomo e alla natura. Inoltre il bacino di gas è talmente scarso da non giustificare un simile investimento da parte della società, per cui è lecito aspettarsi che nell’impianto verrà raffinato gas proveniente da altri bacini! In base a queste serie considerazioni il Consiglio comunale ha deciso di dire no all’impianto di raffineria. Per dovere di cronaca dobbiamo dire non all’unanimità, purtroppo: la minoranza, infatti, ha deciso di astenersi… Il Consiglio comunale degli altri paesi limitrofi hanno votato contro l’impianto. Ora la decisione spetta alla Regione Abruzzo. Ma la popolazione - perlomeno la parte che intende salvaguardare la salute pubblica e la bellezza della nostra valle, la sua natura ancora incontaminata, dalle speculazioni delle compagnie petrolifere – non intende subire le imposizioni che provengono da elementi senza scrupoli, che ha come unico scopo il profitto. Camillo Carrea.
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