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Colledimezzo ha una ‘bandiera’.
Una giornata storica, senz’altro, quella del 12 novembre appena trascorso:
l’Approdo di Cristoforo Colombo alle spiagge della futura America avvenne il 12 di ottobre, giusto un mese prima, ma a noi colledimezzesi forse resterà più impressa questa, il 12 Novembre 2005, ben più modesta, certo - ma per noi Colledimezzesi importantissima – ovverosia la consegna, da parte del Prefetto di Chieti , dott. Aldo Vaccaro, del Decreto di concessione del gonfalone comunale al nostro paese. Ora i termini saranno differenti data la diversità, sia nella forma che nella derivazione, tra il termine bandiera adottato nel titolo dell’articolo e gonfalone: ma la sostanza è simile: si tratta di un simbolo, ornato da colori, che rappresenta il nostro paese.
Come molti sapranno, fin dai tempi del medioevo, e più specificamente all’epoca del feudalesimo, le famiglie dei cosiddetti signori, ebbero l’abitudine di essere rappresentati da un simbolo, un blasone. In seguito questa abitudine - che nel frattempo era diventata un’esigenza, data la necessità di un ‘distinguo’ tra le casate più importanti - si estese anche ai comuni, nel cui stemma erano disegnati spesso le particolarità, le caratteristiche naturali o commerciali del comune stesso.
Lo stemma del nostro gonfalone era depositato come era in legge all’epoca del Regno delle Due Sicilie, (di cui il nostro paese faceva parte) nell’Archivio Nazionale dell’allora Capitale del Regno borbonico, ovverosia Napoli. E tramite l’interessamento della nostra Amministrazione comunale, attraverso la burocrazia che gestisce il ‘ritrovamento’ e la consegna dello stemma, si è giunti alla giornata fatidica del 12 Novembre , che è - come accennato - ‘quasi’ la stessa della scoperta dell’America. Un caso, ma per noi colledimezzesi significativo e che ha una certa assonanza con la ‘scoperta’ dell’avere un Simbolo, una bandiera in cui riconoscerci tutti noi colledimezzesi. Un simbolo unico, che ha nell’unicità la sua caratteristica principale. Quel drappo colorato, in cui risalta la torre ‘di due palchi d’oro, murata di nero, merlata alla guelfa, fondata sul colle centrale del monte alla tedesca di tre colli’ è il nostro simbolo e solamente il nostro…
Grande emozione quindi, sabato mattina per tutti gli intervenuti al castello D’Avalos (ove il gonfalone nostro ha avuto origine, probabilmente) per la consegna del Decreto che ci permetterà di confezionare il nostro drappo, la nostra ‘bandiera’.
Il Decreto è stato consegnato alla presenza degli amministratori comunali, dei sindaci del territorio, del presidente della Comunità montana ‘Valsangro’, dei Reduci di guerra del nostro paese. Lungo applauso alla fine del discorso del Sindaco e del Prefetto della provincia, per la prima volta in visita al nostro paese, del quale ha elogiato i meravigliosi panorami che si scorgono dal castello.
Il sostanzioso buffet dopo la cerimonia è stato curato come sempre dai ragazzi volontari della nostra Pro Loco, alla quale va il ringraziamento dell’Amministrazione per l’impegno profuso.
Camillo Carrea










