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Home Tnemmz'n'gundatt Feste ed eventi Dalla sera alla mattina. Cronaca di un giorno (o pressappoco) tra i nostri ‘anziani’ in vacanza a Riccione.

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Dalla sera alla mattina. Cronaca di un giorno (o pressappoco) tra i nostri ‘anziani’ in vacanza a Riccione.

Momenti magici, di quelli che danno un senso alla vita.

Appena in vista dell’Hotel Royal abbiamo intuito subito che si trattava di un buon albergo.
Ancora fuori dalla grata in ferro battuto che racchiude l’ombra confortante del giardino, i tavoli e le sedie di vimini attorniati dalle chenzie e dagli oleandri, si percepisce la cura che i signori proprietari – Signori, anzi, con la S maiuscola come si dice in casi come questi - hanno per gli ospiti.
I Quali ospiti, da due anni a questa parte, sono i nostri ‘anziani’. Anziani tra virgolette, proprio così… Perché, sia pure rimasti in loro compagnia per poche ore, ci siamo resi conto con grande piacere della loro vitalità, della loro voglia di essere dinamici, persino energici, come nel caso di qualcuno che non ha disdegnato il piacere del footing sulla spiaggia di Riccione, località rinomata della riviera adriatica, ove i nostri anziani hanno soggiornato per una settimana.
Siamo stati accolti dal loro calore, dal loro entusiasmo che ci ha subito contagiati. Visi famigliari, tra i tanti sconosciuti, sia pure a poche ore di viaggio, fanno il loro effetto. Pacche sulla spalle, baci, abbracci e persino qualche applauso. Ovvio che ci siamo commossi… Questi sono momenti unici, irripetibili, tra quelli che danno un senso alla vita.

A cena la sala da pranzo è gremita dei Nostri. Altri saluti, altre persone che non c’erano al momento del nostro arrivo. Altri ‘Grazie per essere venuti’… ‘Grazie a voi’, era la nostra risposta sincera ed emozionata. “Gnà z’ shtà aec’ ” era la nostra domanda. “ Avess’ aress’ sempr’ gne mò l’ juorn’ ” era pressoché questa la risposta di tutti.
La sala da pranzo dell’ Hotel Royal è elegante, con stucchi e veneziane, specchi ovali e lampadari dal gusto retrò. Un vero e proprio gioiellino incastonato tra i viali eleganti di Riccione, illuminati di luci multicolori, costellati di piccole orchestrine di liscio di cui i Nostri hanno approfittato. Si balla, si canta in allegria. Ed è proprio quello che abbiamo fatto, incitati dall’entusiasmo che ha suscitato il nostro arrivo. Dopo la cena, ottima, a base di pesce fresco del nostro Adriatico, il Sindaco ha offerto lo spumante. Tutti riuniti nel giardino dell’hotel, dunque… Al profumo degli oleandri e dei pini marini, abbiamo cantato Romagna mia (e Abruzzo mio, ovviamente) e altre canzoni popolari: proprio come è avvenuto molte volte nella nostra piazza a Colledimezzo. Meraviglioso. La gente che si ferma incuriosita e che si unisce. Si canta, si ride e si brinda. Momenti magici. E lo si vedeva dai volti felici di tutti, dei Nostri e di coloro che si erano uniti.

La mattina dopo, alla spiaggia, ci siamo resi conto di come i Nostri apprezzano il mare, la spiaggia e il sole. Del resto, le abbronzature sui visi di molti dei Nostri non lasciavano dubbi circa il fatto che le confortanti sedie e ombrelloni, e tutti i confort messi a disposizione dall’hotel erano stati utilizzati al meglio. Non dimentichiamo che molti hanno approfittato delle terme che sorgono a poca distanza dall’hotel. Segno che la cura per il proprio corpo non è estraneo alla filosofia di vita dei Nostri.
Siamo ripartiti di mattina, dopo averli salutati tutti. Felici di restare a godersi… la Vita.
‘E chi z’ vo muruoj’, dicett’ facilitt’.
Camillo Carrea

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