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Festa di S. Antuòn di J’nna’r’ : momenti di allegria e di commozione.
E’ stata una bella festa, quella celebrata sabato sera, 21 Gennaio scorso in onore di S. Antuon di J’nnar, che, sappiamo tutti, arriva il diciassette di Gennaio (S. Antùono di J’nnar’ mezza pagl’ e mezz’ gr’n, recita un antico detto).
Si è dovuta spostare la festa, infatti, al sabato successivo per ragioni di… lavoro: infatti si sa che il sabato sera è il giorno più adatto per una festa paesana, in quanto tutti hanno la possibilità di essere presenti, non dovendo a lavorare il giorno dopo che è domenica.
E di presenze ce ne sono state: la festa è stata preparata con cura, i meccanismi hanno funzionato bene. Grazie agli anziani, i Signori Nicola De Francesco e Giuseppe Altobelli che si sono occupati della legna da ardere. Grazie alla Pro Loco e ai nostri musicisti (che fortuna averli!). Siamo alla quinta edizione della festa con il Grande Fuoco in onore di S. Antonio Abate acceso nel campetto delle scuole elementari, con canti, balli e fisarmonica. I preparativi della festa sono iniziati già dalla scorsa settimana, con il taglio della legna da parte dei Volontari pensionati, come abbiamo detto, in collaborazione con gli operai del comune. Quindi l’allestimento della pira, domenica mattina, 15 gennaio, sempre a cura dei Pensionati.
Nel pomeriggio i ragazzi della Pro Loco hanno portato i tavoli nel cortile della scuola, hanno preparato il ‘campo’ per la festa… e sono giunte così le ore diciotto e trenta, ora di inizio, con la benedizione di Don Palmino e l’accensione del Grande Fuoco.
Ore diciannove, il freddo che aumenta, ma vicino al fuoco si sta benissimo. Ecco la gente che prende a giungere e i ragazzi della Pro Loco che hanno preparato il posto con le panche, le sedie le panchine intorno al fuoco, il banco della distribuzione, la spillatrice della birra.
Ecco i nostri musicisti Sempreverdi che preparano la strumentazione, provano l’impianto voce.
Ad un tratto: ecco! C’e’ un mormorio, si sparge la voce, a arriva Pasta e Fagioli! (pasta di casa cucinata dalla signora Daniela De Laurentiis della Pro Loco). Ci si mette in fila e si prende il ognuno proprio piatto. C’e’ persino il peperone piccante, quest’anno!
Gente che cammina in varie direzioni, dove sono ubicati i tavoli per posare il piatto e il bicchiere di vino. Si sentono le prime note di Sua maestà la Fisarmonica che si spandono nell’aria fredda della sera invernale.
Non c’e’ ancora Nino Mariani, il nostro fisarmonicista.
Ma quaest’anno è ospite da noi Franco, un bravissimo fisarmonicista di Pizzoferrato, chiamato da Virgilio Di Nardo per dare il cambio a Nino.
Suonare è bello ma stanca, si sa! Ma lo sanno tutti perché Nino Mariani non c’e’: si sta preparando per fare la scena del S. Antùon col diavolo.
E tutti sanno chi sono gli attori: è sempre uno spettacolo vederli arrivare da via Profico, sulla strada che passa sopra le scuole. E difatti arrivano, accompagnati dal suono della fisarmonica di Nino, davanti a S. Antuono, impersonato dal nostro Ciro Pili, al diavolo tutto vestito di rosso: l’attore che recita è Antonio Di Lello ‘Urin’.
Eppoi gli angeli, Giovanni Pili, Carrea Attilio e gli angioletti bambini.
Un bello spettacolo quando arrivano accolti dagli applausi di tutti. La Festa può incominciare. E difatti comincia nel migliore dei modi: un magnifico fuoco pirotecnico a cura di Guido Carrea ‘Vituccio’. Tanti applausi a Guido. Se li merita!
E’ doveroso sottolineare alcuni momenti di commozione, quando è stato ricordato il compianto Antonio Di Renzo, recentemente scomparso: egli è stato tra coloro che si sono sempre occupati della legna da ardere per il Grande Fuoco di S. Antùon di J’nnar’ . Grazie, Antonio!
Poi l’omaggio, dovuto, diremmo doveroso, al Professor Vincenzo Marchionno, se non altro per i funerali, alla presenza di numerosissime persone, compresi i suoi alunni, i professori e il preside (autore di un commovente discorso nella messa) che si sono svolti nella stessa mattinata.
A farlo, attraverso una significativa e opportuna canzone di Adriano Celentano, (Il ragazzo della via Gluck) è stato un suo amico. Anzi, il suo migliore amico, Virgilio Di Nardo (questo ragazzo della via Gluck si divertiva a giocare con me, dice la canzone).
Crediamo che questo sia il miglior modo per rendere omaggio a un amico.
Oltre a quello di avergli voluto bene e averlo rispettato in vita.
De resto, tante persone che hanno avuto modo di partecipare alla festa non ci sono più: come non ricordare la signora Amalia Di Nardo e Nicola D’Onofrio, uno dei nostri musicisti?
Crediamo che loro da lassù ci incoraggiano a continuare, proprio per poterli ricordare…
Camillo Carrea










