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Saggio di fine anno per le nostre Scuole.
Concluso l'anno scolastico 2005 - 2006.
Tra i compiacimenti per le sempre più strabilianti capacità artistiche dei nostri ragazzi, e le sottili malinconie per un altro anno scolastico che passa (col numero degli alunni che diminuisce) si sono svolte come sempre le recite di fine anno alle nostre scuole elementari e materne.
Martedì sei giugno sono state le classi delle elementari a dare spettacolo di fronte al sempre numeroso pubblico paesano, composto per la maggior parte da mamme papà e nonni: questi ultimi come di consueto entusiasti per le esibizioni dei nipotini, dalla loro spigliatezza nel porsi come attori e cantanti: espressione, questa, tra le tante, dell’abilità degli insegnanti d’infondere la passione per le discipline che di solito sono ritenute ‘secondarie’ come la recitazione, il canto, il ballo. Le quali, oggi costituiscono invece la sintesi espressiva del lavoro di un intero anno scolastico.
La Scuole Elementari hanno messo in scena brillanti e movimentate coreografie con brani degli immortali Beatles (Hey Jude, Let it be, Yellow Submarine), in relazione ai testi di queste canzoni dedicate alla pace e alla fratellanza. Eppi canzoni leggendarie come New York, New York di Liza Minnelli, o My Way di Frank Sinatra sono state cantate in coro dai ragazzi, con balli collettivi individuali, ottimamente diretti dalle maestre Carmela D’Onofrio e Pina Teti, tanto per citare le più ‘anziane’…
Mercoledì sette è stata la volta della Scuola Materna: poesie e filastrocche dedicate alla natura: canzoni inneggianti al mangiare sano, nostalgie di pranzi e di cene - sia pure non abbondanti come oggi - dei tempi passati. Ciò, allo scopo di indurre i bambini a essere sensibili verso la natura e il cibo naturale, fatto con ingredienti sani e genuini: quello, appunto, gustato da molti dei nonni e bisnonni presenti…
Cant’a lu magna’ jav’ sapruit…
A questo proposito davvero divertente la scena degli anziani davanti al caminetto che aspettano che i giovani nipoti facciano loro da mangiare e nessuno si risolve a farlo… E quando finalmente si decidono propongono loro cheeseburger, hamburger, ketchup e senape, insomma quanto di più lontano da quello che era il cibo della loro giovinezza… tanto che alla fine il ‘nonno’ sbotta:
jav’ a cuscì bell’ l’ paparuol’ arichiuin d’ na vold’!
Tra le risate del pubblico divertito…
Sono state due belle giornate, come sempre di questi tempi, quando le scuole a Colledimezzo si chiudono per riprendere a Settembre. E’ nostro desiderio che possano riprendere. Sempre. Per gli anni a seguire.... Un’aspirazione che col passare degli anni diventa sempre più un miraggio, vista la bassissima natalità del nostro paese (un solo nato negli ultimi tre anni!).
Ci vogliono i bambini, ci vogliono le famiglie.
Queste che ai tempi dei nonni dei bambini che hanno recitato oggi, non erano certamente un problema. Ora, con l’edificio scolastico completamente rinnovato, vi è la quasi certezza che la scuola a Colledimezzo nei prossimi cinque o sei anni al massimo, chiuderà, come è già purtroppo successo in paesi vicini al nostro come Monteferrante e Pietraferrazzana.
Vorremmo che quel momento non venisse mai, vorremmo che giammai le grida di richiamo dei ragazzi che risuonano dietro la pineta di via Roma da ormai cinquant’anni, fossero sostituiti dal silenzio. Quello sarà un bruttissimo giorno per il nostro Paese.
I bambini, il loro fervore, l’entusiasmo, i giochi vocianti e festosi, le grida di rimprovero delle maestre, le loro corse sfrenate sono la vita del paese, di ogni paese che ha vita…
Ecco dunque che assistere alle recite dei bambini acquista un senso: quello di assaporare la vita del nostro paese, quella nuova, quella che verrà, e che ci auguriamo abbia la possibilità di svolgersi qui, a Colledimezzo, dove siamo vissuti noi, da dove siamo partiti e dove ancora si torna: perlomeno coloro che ci hanno vissuto in gioventù, o nell’infanzia e n’z’ po’ scurdà…
Camillo Carrea




